Venerdì 5 Novembre abbiamo suonato al TILT, circolo artistico di Borgo Valsugana in Trentino Alto Adige e due mie care amiche ci hanno inondato di foto e di video... Cosa assai rara, mi hanno mandato tutto nel giro di due giorni! Qui sotto incollo uno dei video della serata live, trattasi de "La voce delle maree," un brano che dedico ai poeti e ai viaggiatori! E ancora grazie a Consuelo e a Giorgia!
Di recente ho scoperto una grande Poeta italiana, si chiama Maria Luisa Spaziani. Dato che ho sempre pensato che i cantautori sono un po' dei poeti mancati, mi sembra giusto dare spazio a chi è riuscito a non essere "mancato". Mi piace la musicalità e il ritmo del suo verso, l'uso delle parole, non troppo sofisticate ma neanche abituali. Un grande equilibrio, mi piace senza riserve.
Ibernati, incoscienti, inesistenti, proveniamo da infiniti deserti.
Fra poco altri infiniti ci apriranno ali voraci per l’eternità.
Ma qui ora c’è l’oasi, catena di delizie e tormenti. Le stagioni colorate ci avvolgono, le mani amate ci accarezzano.
Un punto infinitesimo nel vortice che cieco ci avviluppa. C’è la musica (altrove sconosciuta), c’è il miracolo della rosa che sboccia, e c’è il mio cuore
Anche Piero Ciampi l'ho scoperto da poco, anzi fino a qualche anno fa non sapevo neppure della sua esistenza. Neppure mia madre, che un po' di cantautori italiani degli anni Sessanta e Settanta li conosce, non conosceva Piero Ciampi o Piero Litaliano, come si faceva chiamare nel suo primo album. Strano a dirsi ma l'ho scoperto girando su myspace: una delle prime canzoni che ho sentito è stata "Ha tutte le carte in regola" e mi è rimasto subito impresso il verso:
"(...) Divide la sua cena con pittori ciechi, musicisti sordi, giocatori sfortunati, scrittori monchi".
Piero Ciampi viene considerato essenzialmente un poeta che si è trovato invischiato, o che si è lasciato invischiare, con il mondo delle "canzoni leggere", non certo un musicista o un cantante: eppure, devo dire che una delle prime cose che mi colpisce di Ciampi è la sua voce, così autentica, così sua. Qualche mese fa ho letto un libro su di lui e mi sono ascoltata un po' di sue cose. Al di là della sua vita privata, dei suoi problemi e vicissitudini esistenziali, è soprattutto la sincerità quello che più mi piace di questo artista, come canta, come scrive, come sta davanti ad un microfono o ad una telecamera, come squarcia il pirandelliano cielo di cartone. I cantautori sono un po' tutti poeti mancati, perchè la poesia è la cosa più scomoda che possa esserci oggi, in epoca industriale, post-moderna o post-post moderna che sia. Ciampi non lo è stato un poeta mancato: non ci vuole molto ad accorgersi di come fa a cazzotti con la struttura musicale delle sue canzoni, le note, la musica è tutta sovra-struttura di cui si percepisce l'inutilità, per quanto ben suonata e, molto spesso, arrangiata magistralmente. E' sempre lui a farla franca perchè ha tutta la forza della parola dalla sua. Insomma, lui sì che aveva tutte le carte in regola per essere un artista.
Oggi, dopo una torrida tappa on the road a Imola, indovinate un po' chi trovo fuori dalla stazione di Bologna? Claudio Lolli! A dire il vero, credo di averlo già intravisto qualche tempo fa per le vie del centro ma non ero sicura che fosse lui. Dunque, lui stava attraversando le striscie pedonali, io stavo per andare in un'altra direzione, eppure ci siamo guardati da lontano e ci siamo "riconosciuti": sarà che avevo la chitarra in spalla? Ci siamo stretti la mano, lui mi ha chiesto dove stavo andando e gli ho spiegato che stavo tornando da Imola. E poi gli ho detto: "Claudio, sono cresciuta con le tue canzoni!" E lui, mi ha guardato, anzi, diciamo che mi ha squadrato e poi: "Be' mi pare che sei cresciuta bene!" Ci siamo salutati in fretta, in queste circostanze è sempre così: solo dopo ti viene in mente quello che potevi dire ma probabilmente, lì per lì, non volevo essere invadente. Sotto pubblico una canzone di Claudio Lolli che amo molto, trattasi di Angoscia metropolitana. A tratti mi ricorda Charles Baudelaire, perchè è una descrizione, con parola poetica, dello schifo moderno.
Ho appreso stamattina della morte di Fernanda Pivano. Una grande persona, giornalista, scrittrice, saggista, amica dei poeti, della musica e della libertà, quella vera. E' stata lei a tradurre e a far conoscere in Italia i più grandi autori della beat generation, Kerouac, Ginsberg, Ferlinghetti, Burroughs. Autori, poeti, che ho letteralmente divorato tra i 15 e i 18 anni. Grazie Fernanda. Proprio qualche mese fa avevo comprato il suo "I miei amici cantautori", una raccolta di articoli e interviste su alcuni cantautori, per l'appunto, suoi amici: Bob Dylan, Jim Morrison, De Andrè, Ligabue etc. La cosa che mi ha sempre colpito di Fernanda Pivano è la sua umiltà, propria delle persone migliori, la sua profonda passione: per l'arte, per i poeti, per la libertà di pensiero.